Si parte! … Davvero?

Mancano due settimane alla mia partenza per Melbourne. 23 ore di volo mi separano da quella che sarà la mia nuova casa per un periodo di tempo ancora indefinito. Il biglietto di andata c’è, quello di ritorno non ancora. La voglia di partire alla volta di un mondo tutto da scoprire è tanta, così come l’ansia che cresce man mano inizio a rendermi conto che sto partendo. Da sola. Per l’Australia.

La mente inizia ad affollarsi di pensieri altalenanti: dal classico “ommioddio vedrò un canguro”, al più preoccupante “aspetta, non so neanche fare una frittata”, al “devo guidare a sinistra, veramente?” e via dicendo in un vortice di gioia incontenibile e depressione infinita. Ed ecco che, tra le mille idee che mi sono frullate in testa in questi mesi di preparativi, è apparsa anche quella di provare a tenere una sorta di “diario” in cui scrivere e raccontare ciò che mi capiterà durante quest’esperienza. L’idea non è certamente quella di diventare una Chiara Ferragni d’oltreoceano, ma penso possa essere utile per mettere per iscritto le cose che vedrò e farò, riempire qualche ora di solitudine e noia e poter condividere il tutto con chi sarà interessato a seguirmi in quest’avventura.

Dopo questa doverosa premessa, chi è intenzionato a proseguire la lettura si starà chiedendo cosa andrò a fare in Australia di così incredibile. In realtà, di incredibile c’è ben poco: vivrò in un sobborgo poco distante dal centro di Melbourne come Au Pair, ovvero ragazza alla pari. In molti già conoscono la figura dell’au pair, ma per chi ancora non la conoscesse essere ragazza alla pari (o anche ragazzo, perchè no?) significa soggiornare presso una famiglia del luogo prendendosi cura dei loro bimbi, ricevendo in cambio vitto, alloggio e una paghetta settimanale, che nel caso dell’Australia si aggira attorno ai 200-250 AUD alla settimana. In più si possono avere altri vantaggi come l’utilizzo della macchina, una sim con abbonamento già pagato e varie ma questo va a discrezione della famiglia. In sostanza bisogna farsi furbi nella fase di ricerca.

Perchè ho scelto di essere au pair in Australia? Non c’è una vera risposta a questa domanda. Potrei banalizzare dicendo che amo viaggiare, che mi piace sperimentare culture diverse o che parto per migliorare la lingua. Motivazioni tutte valide e assolutamente veritiere, ma ad essere totalmente sincera il vero motivo è che dopo anni di studio ininterrotto e un’intera vita vissuta in Brianza, ho solo voglia di cambiare aria per un po’, vedere facce e posti diversi, mettermi alla prova e imparare a stare in piedi da sola. Chi mi conosce, sa bene quanto per me la vera sfida sarà far partire una lavatrice, stirare una camicia o cucinare un uovo all’occhio di bue senza romperlo; e lo so che non c’era bisogno di andare fino in Australia, però dai, suonava più figo che qualsiasi altro posto.

Per concludere, utilizzerò questo spazio per raccontare di tutto e un po’ e se mai qualcuno avesse voglia di farmi una qualsiasi domanda o anche solo un saluto di incoraggiamento, io ne sarò felicissima.

 

 

6 opinioni riguardo a “Si parte! … Davvero?

  1. A tutta la tua famiglia spiace che parti perché anche se a volte sei pesante ci mancherai!! È una esperienza che ti arricchirà e ti servirà perché non sarà facile ma ti renderà sicuramente più forte di quello che già sei!!! So che ti mancherà tanto la tua mamma ma credimi un po di indipendenza e lontananza farà bene ad entrambe!!! Ma non ti libererai presto di me!! Verrò a trovarti anche la!!!! Un bacio mamma!

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