Vivere a Melbourne

“Ti manca casa?” mi hanno chiesto qualche giorno fa. “No” è stata la mia risposta spontanea. Immaginavo le prime settimane come le più difficili, quelle in cui mi sarei sentita più spaesata e sola e invece Melbourne mi ha travolta. Una città in movimento, colorata e sempre viva.

Melbournenotte

Prima di partire la cosa che più mi spaventava era l’idea di dover ricominciare tutto da capo, dall’altra parte del mondo: nuova casa, nuovo cibo, nuove abitudini, ma soprattutto nuovi amici. In queste prime settimane però mi son resa conto quanto in realtà le mie paure fossero infondate. Melbourne, si può dire l’Australia in generale, è meta di centinaia di ragazzi che vengono da tutte le parti del mondo per i più disparati motivi: lavorare, viaggiare, studiare. Le possibilità di conoscere nuove persone ogni giorno sono infinite. Facebook si rivela sempre uno strumento molto utile in questi casi, offrendo la possibilità di connettersi con persone che, esattamente come me, sono qui per vivere la loro avventura lontano da casa. Ci sono gruppi come Italiani a Melbourne, in cui si possono trovare altri italiani che vivono o sono di passaggio in città, Au Pair in Melbourne, che unisce invece ragazze/i venuti qui come au pair, o ancora Backpackers in Melbourne, utile per trovare persone con cui organizzare il prossimo road trip.

Oltre Facebook, a Melbourne vengono organizzati ogni giorno tantissimi eventi, molti dei quali gratuiti, come una festa su uno degli innumerevoli rooftop che tanto vanno di moda in città, una lezione di zumba nel parco o un festival di musica sulla spiaggia, come quello a cui ho partecipato domenica a St Kilda, tra l’altro uno dei più grandi festival di musica australiani gratuiti.

St Kilda festival

Le persone poi hanno qualcosa di diverso, sempre sorridenti, sempre gentili e disposte al dialogo. Mi è capitato di fermarmi a parlare con perfetti sconosciuti al bar, al supermercato, per strada, a scuola e sentirmi quasi a disagio perché per niente abituata a farlo nella mia vita di tutti i giorni. Mi sono chiesta se fosse solo una mia impressione, ma confrontandomi con altri viaggiatori sembra essere una sensazione molto comune ed è uno degli aspetti che più mi piacciono di questo posto.

Per quanto riguarda la mobilità, con una sola card chiamata Myki è possibile salire su qualsiasi mezzo: treni, tram, bus, che ti porteranno da qualsiasi parte. Venendo da una realtà di gran lunga più piccola ero abituata a muovermi spesso con la macchina, ma qui i trasporti pubblici sono i mezzi più veloci e sicuri per spostarsi. Ho preso un treno, da sola, all’1.39 di notte e mi sono sentita perfettamente al sicuro. L’avrei mai fatto a Milano? Decisamente no. Unico lato negativo è il costo abbastanza elevato. La Myki ha un costo base di 6$ ed è acquistabile in moltissimi negozi sparsi un po’ ovunque nel centro, dove è poi possibile ricaricarla o acquistare un abbonamento. Bisogna sempre ricordarsi di convalidare la tessera quando si sale e quando si scende dal mezzo scelto e solitamente, nelle aree del centro e sobborghi vicini, una corsa costa 4.10$ e rimane valida per le due ore successive. Un’alternativa ai mezzi molto popolare è Uber, un’app di servizio taxi scaricabile sul proprio telefono, utile soprattutto se non si vuole aspettare troppo o se ci si trova in qualche parte della città non ben collegata al centro.

 A proposito di mobilità e macchina, la guida a sinistra che tanto mi preoccupava si è rivelata meno terribile di come l’avevo immaginata. Quasi tutte le macchine hanno il cambio automatico, la mia inclusa, quindi un problema in meno. L’importante è rimanere focalizzati sul mantenere la sinistra e soprattutto entrare nelle rotonde dal lato opposto rispetto al solito; non è facile e inizialmente capita di trovarsi in contromano senza rendersene conto, ma ci si abitua in fretta e comunque se ce l’ho fatta io, ce la fanno tutti.

 Ovviamente l’aspetto più difficile dell’integrazione è il cibo. Da sempre e per sempre rimarrà il mio più grande problema quando viaggio, come penso sia il problema di qualsiasi viaggiatore italiano. Io mangio tutto, davvero tutto, però non so bene come farò senza la pasta della nonna o la pizza una volta a settimana o la nutella per colazione. Ai bambini non piace la nutella e io ancora mi chiedo se siano del tutto normali. Durante la giornata solitamente si fa colazione con toast e Vegemite, per pranzo un sandwich e un frutto (ma dico, vi sembra un pranzo?), si continua poi a spizzicare tutto il pomeriggio e l’unico pasto completo è la cena, quasi sempre a base di carne e con pasta o riso come contorno. Per fortuna a tutto ciò si uniscono frutta e verdura in quantità illimitate. Ovviamente come au pair ho la libertà di mangiare quello che voglio dal frigo ma devo adattarmi agli ingredienti che vi ci trovo e in ogni caso provare a riprodurre piatti italiani con ingredienti australiani è assolutamente sconsigliato, non avranno mai il sapore di casa. La varietà di ristoranti presenti nella zona è però incredibile: italiano, giapponese, thailandese, portoghese, greco ecc. Ovviamente ho già iniziato la ricerca della migliore pizza in città perché quella rimane un’esigenza, una volta ogni tanto.

Vegemite

Ultima nota sul clima. Quando mi avevano detto che Melbourne è la città delle quattro stagioni in un giorno non ci avevo creduto più di tanto e invece è proprio così. La temperatura può scendere di ben 8 gradi anche tra un’ora e l’altra e spesso ti ritrovi a cambiare vestiti 2 o anche 3 volte al giorno. Esci di casa in shorts e torni che hai dovuto comprare una felpa perché improvvisamente è arrivato l’inverno. Su questo non c’è una soluzione, i miei host mi hanno passato l’abitudine di controllare le temperature prima di uscire e di vestirsi a strati così da poter togliere o mettere a seconda dei cambiamenti.

Insomma, si sta bene qui, per ora. Essere lontani da casa spaventa, ma è proprio vero che un atteggiamento positivo e una mente aperta alle novità ti portano ovunque senza impedimenti. Uscire dalla cosiddetta comfort zone è un rischio, fa sentire vulnerabili, ma fa anche scoprire lati sorprendenti di sé ed è forse questo il motivo che più di tutti mi fa amare così tanto viaggiare. I miei amici, i miei famigliari mi mancano, certo, ma fin dal primo giorno sono rimasta talmente colpita da tutto quello che sto vivendo che ancora mi sembra incredibile esserci. Che poi alla fine, prima o poi, a casa ci torno, ma sono tanto, tanto curiosa di scoprire cosa ancora mi aspetta durante questo viaggio.

4 opinioni riguardo a “Vivere a Melbourne

  1. Ciao Stefy sono contenta che ti piaccia la tua nuova esperienza ma mi raccomando non fartela piacere troppo……mica che ti venga l’idea di restarci per sempre!!!!! Penso che oltre come traduttrice potresti avere anche un futuro come scrittrice , scrivi proprio bene. Un bacio grosso grosso. Mamma

  2. Gli Australiani NON sono normali e lo sanno in tutto il mondo….il fatto che ai bambini non piaccia la nutella e’ come tirare una bestemmia in Chiesa.
    Baci baci

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